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Solstizio d’estate. Dall’essere all’essere dentro a un corpo. Chirone in Toro e Giove in Leone

Solstizio d’estate nelle latitudini boreali.
Veniamo da un’immersione nelle giornate più lunghe dell’anno, da un estendersi verso qualcosa di ampio ed elevato ed oggi il ciclo della luce si inverte e inizia a decrescere, portando poco a poco l’invito a rivolgersi dentro, ad integrare le aperture che abbiamo maturato in questi mesi.
Chirone appena entrato in Toro, ci apre a questa soglia, portando un assaggio estivo del transito che si stabilizzerà nel 2027 e che ci accompagnerà intensamente per i prossimi otto anni.
È nella sua natura l’invito a contattare ciò che di ogni frequenza è ragione di disagio e di disconnessione. Dopo il distillato della visione identitaria entriamo nel radicamento, nella terra della manifestazione. Da Ariete a Toro, dall’essere all’essere dentro a un corpo.
E qui incontriamo la materia in tutte le sue forme, quella del corpo, quella attorno al corpo, questo immenso mare di atomi e di cellule nel quale siamo immersi, che ha regole proprie, che richiede una maestria che possa finalmente riempire quella separazione fra le nostre menti e tutto ciò che le circonda, una maestria in parte istintiva e in parte non, spontanea ma anche appresa o forse ‘disappresa’.
Quando nel 1977 Chirone fu avvistato per la prima volta, si trovava esattamente in Toro, come a volerci indicare il territorio più pregnante da osservare. Secoli e secoli di disconnessione dalla gioia della fisicità, indottrinamenti più o meno dichiarati a rifuggire dal piacere del corpo per cercare la salvezza nell’alterità e nell’altrove dello spirito e della mente, l’imperversare di un’equazione che ha ridotto ‘il femminile’ a impurità, debolezza e subalternità espropriandolo del suo potere, la perdita del dialogo con la natura e tutti gli esseri che la abitano.
Chirone in Toro di nuovo ci offre la possibilità di recuperare quella forza primordiale da cui ci siamo recisi e di tornare a far fiorire un senso di essenziale sacralità nel corpo di ogni cosa, tornare capaci di estasi, di gioco, di godimento amorevole con la bellezza della creazione, con la sua inesauribile abbondanza.
Fra qualche giorno Giove entrerà in Leone, l’espansione della propria unicità attraverso l’espressione di sé e della propria capacità di creare. Nel corpo, imprescindibilmente.
Come posso manifestarmi se non ho fiducia nel mio valore e nelle mie risorse? Quanto posso permettermi la spontaneità di essere nella mia fisicità?
Il cuore dell’estate pulsa attorno a questo delicato fulcro. Una ferita antica che abbraccia l’individuale e il collettivo e che da tempo chiede di essere pienamente vista.
Con Plutone in Acquario che continua a tenerci il ritmo, forse è solo la creatività di ciascuno il nutrimento più essenziale per il grande cambiamento collettivo che stiamo attraversando, dare corpo alle visioni che stanno emergendo dallo sgretolarsi di vecchi sguardi, riconoscere la preziosità di ogni singolo, soggettivo contributo, saper mettere radici ai nostri slanci.
Esprimersi in questa epoca non è un vezzo e neppure un lusso. Forse è l’atto di resistenza più audace che possiamo portare contro gli ingranaggi che ci vogliono appiattiti, schiacciati, tutti uguali.
I prossimi giorni d’estate ci invitano a fare spazio a ciò che di più autentico e prezioso vogliamo crescere in noi come la protezione migliore da un’omologazione sorda, come una difesa che si costruisce solo creando.
Allora che la leggerezza dell’estate possa esserci alleata e la giocosità nutrire i nostri corpi.
Buon solstizio!