Urano in Gemelli e la pienezza della dualità
Entriamo nel mese di giugno sulla scia di questa splendida Luna piena che ancora ci rischiara.
Il Sole è in Gemelli da giorni. Anche Urano dalla fine di aprile ha definitivamente iniziato il suo transito in Gemelli che si estenderà fino al 2033.
Ogni segno zodiacale è una frequenza, una qualità dell’umano, un’esperienza che tutti conteniamo in noi.
Gemelli è il cuore della dualità, la tensione fra polarità che non si lasciano ridurre od escludere, la maestria del sapere stare fra gli opposti in sé e contenerli, senza dover essere l’una o l’altra cosa, bensì entrambe, in una conciliazione che va verso il superamento della dualità stessa.
Facile a dirsi, decisamente meno da viversi.
Il nostro sistema nervoso ha bisogno di appoggiarsi, di sentirsi al sicuro nel conosciuto. Il corpo tende ad ancorarsi al noto prevedibile e certo, fatica con l’ambivalenza, preferisce l’unilateralità delle opzioni anche a rischio di stagnazione e di rimozione di parti preziose di sé.
Accade allora con Urano che un faro si accenda nella nostra psiche su quelle parti di noi che parlano lingue sconosciute, che si comportano in modalità altra rispetto all’identità che ha passato il vaglio dell’approvazione.
Il mese di maggio ci ha confrontati con emozioni dense attorno a queste possibili emersioni.
La Luna piena in Sagittario di questi giorni porta l’invito ad aprire dei varchi per queste figure esiliate in noi che chiedono ascolto serio e disponibile.
È una richiesta apparentemente destabilizzante ma che ha a cuore il nostro equilibrio più profondo, il rinnovamento della nostra autenticità attraverso l’espansione del perimetro interiore.
Urano, ottava superiore di Mercurio, così caro all’energia Gemelli. Il piano della mente.
In apparenza una mente razionale, logica. Profondamente una mente intuitiva, analogica.
È l’inizio di un lungo transito e solo il tempo saprà dirci cosa creeremo realmente, ma alcune direzioni sono allettanti ed auspicabili.
Dopo secoli di cogito ergo sum, come un rosario che abbiamo snocciolato fra le mani fino a consumarlo, forse siamo finalmente pronti per fidarci di quella conoscenza che arriva da altri spazi della mente, quella voce sottile ma imperiosa che ci vive dentro, quella che ci consente di sapere senza necessariamente sapere perché, quella che non ha bisogno di doverlo spiegare.
È come se il bombardamento di informazioni al quale siamo e continueremo ad essere sottoposti in maniera sempre crescente, potesse portare all’estremo una modalità e favorisse quel salto tanto atteso, quel rivolgerci all’interno, alla possibilità di riabilitare l’intuizione, l’immaginazione, le percezioni sottili nel campo della conoscenza vera e propria, l’ascolto di ciò che arriva da dentro, come un faro che ci abita e ci orienta.
È nella natura di Urano portare in luce il rimosso con fulmini di repentina illuminazione.
E Gemelli è da tempo che attende che la sua facoltà esiliata sia pienamente riconosciuta. Forse è il momento che possa finalmente tornare fra noi.
