Saturno e Nettuno a 0° Ariete
E arriviamo all’incontro fra Nettuno e Saturno il 20 febbraio sul grado 0 Ariete.
Sono loro, i pianeti più lontani dal Sole, che riflettono l’attivarsi di specifiche tematiche, come un filo rosso che attraversa i segni e definisce la temperatura di un tempo. Non sono causa, lo sappiamo, sono un grande specchio cosmico nel quale riverbera il movimento della vita al quale partecipiamo.
Allora possiamo dire che stiamo entrando definitivamente in una nuova frequenza con una grande spinta di accelerazione.
Allo stesso tempo quando si chiude un ciclo in Pesci, come quello iniziato nel 2011 da Nettuno e intensificato da Saturno dal 2023, è inevitabile essere anche un po’ esausti.
È stato un lungo processo di pulizia e al contempo uno spazio di incubazione, di messa a fuoco di qualcosa di importante, come se il velo fra conscio ed inconscio fosse stato molto sottile e avesse permesso il passaggio di contenuti dimenticati, come se un io piccolo avesse intensamente parlato con uno più grande.
Forse non abbiamo una chiarezza cognitiva di quello che è accaduto, forse siamo ancora tanto nel sentire, eppure è importante riconoscere con quanta più integrità arriviamo qui.
Saturno e Nettuno si incontrano in media ogni 36 anni. Accadeva l’ultima volta nel 1989 quando crollavano muri e si modificavano assetti globali sotto la spinta di grandi movimenti di massa che chiedevano cambiamenti. Eravamo nelle simbologie del Capricorno all’epoca, delle strutture di gestione della vita collettiva, dei grandi equilibri di potere.
C’è un’affinità con il nuovo ciclo che sta prendendo avvio sul grado 0 Ariete, ma qui la valenza di un nuovo inizio è enormemente marcata, anche per la straordinaria sinergia di Urano e Plutone che accompagnano questo passaggio. Stiamo entrando in uno spazio aperto, con un possibile cammino da tracciare ancora sconosciuto.
È come se dopo un lungo tempo di gestazione qualcosa fosse pronto per manifestarsi, come se la nostra connessione con una fonte inesauribile di ispirazione, Nettuno, avesse maturato un’emersione non posticipabile e Saturno, come una grande madre cosmica, accompagnasse questo prendere forma.
Una forma collettiva, tante forme individuali.
La frequenza che entra chiama ad essere allineati col proprio sentire, a coltivare il coraggio di liberare la propria energia, a dare voce al proprio punto di osservazione, a riconoscere il valore della propria unicità in mezzo alle tante voci.
È richiesta l’abilità di riempire il proprio spazio, di essere il re e la regina del proprio mondo.
Non dobbiamo farlo in un giorno e neanche in due.
È piuttosto un’attitudine da praticare e nutrire, consapevoli che noi, i nostri avi, le nostre linee genealogiche abbiamo tutti sperimentato per tanto tanto tempo esattamente il contrario.
Trasformare richiede cura e gentilezza, un po’ come se dovessimo allenarci a riconoscere la linea sottile che separa la compassione per noi stessi dall’autoindulgenza, l’amorevolezza dall’evitamento, per scrivere attraverso i giorni una nuova storia nella nostra memoria cellulare.
Il ciclo lunare è appena iniziato con un’eclissi di Sole agli ultimi gradi di Acquario in dialogo con Urano, un invito energico a sintonizzarsi con più precisione con questa emergente versione di sé e a riconoscere l’invisibile sovrapporsi di completamenti e nuove aperture che continua ad incalzare.
Nel frattempo, nei tramonti dei prossimi giorni, Venere bellissima tornerà a splendere.
A presto, un abbraccio,
Maria
