Nel cuore dell’autunno – Chirone, Giove e la Luna piena
Veniamo dai giorni del grande trigono d’acqua. Introspezione, rivolgersi all’interno, ritirarsi per recuperare energie e stare in ascolto.
I mesi passati hanno acceso una fiamma che ora è attiva per trasmutare e permettere di integrare nuovi passi.
Il ciclo lunare iniziato il 21 ottobre culmina oggi in questa maestosa Luna piena al perigeo, il punto nella sua orbita di massima vicinanza alla Terra, in sintonia con la frequenza Toro in cui si trova, una Luna che porta nel corpo, a sentire nel radicamento del corpo i passaggi che stanno accadendo.
Da settimane, Chirone e Giove si stanno parlando ed il novilunio recente ha attivato quel loro dialogo intenso che ci accompagnerà nell’anno nuovo e in alcuni passaggi del 2026.
Chi è Chirone
Chi è Chirone. Un piccolo asteroide collocato fra l’orbita di Saturno e di Urano, un corpo celeste che viene da altrove, rimasto intrappolato nel nostro sistema solare, forse un messaggero di altri mondi che un giorno se ne andrà.
Un centauro, metà cavallo, metà umano, un essere particolare, un simbolo pregnante della nostra condizione umana. Da un lato la potenza del corpo nel suo essere natura e parte di questa creazione, il percepire con i sensi – il mondo di Saturno – dall’altro l’apertura sugli abissi dell’immenso, dell’inconscio, dell’invisibile eppure presente – il mondo di Urano e oltre.
Chirone ci connette con questa ferita propriamente umana che nasce dalla difficoltà nel mediare queste due dimensioni in noi, nel conciliare l’essere finiti ed illimitati, mortali ed eterni. Parla della perdita attraverso il tempo della nostra capacità di dialogo con l’invisibile, parla del dolore che nasce nel vivere una vita sorda alla bellezza e all’estasi della creazione. Ma ricorda anche instancabilmente come ritrovare la strada, porta la traccia per ricreare questo ponte perduto che ci ricollega alla nostra immensità nella carne.
Il suo passaggio attraverso i segni corrisponde all’attivarsi di una specifica qualità di guarigione ed assimilazione di valori e da anni sta transitando in Ariete, dal 2018, dove resterà fino al 2027. Nuove identità, nuove aperture, nuove vie di esplorazione.
In un certo senso è un precursore, un apripista per il definitivo rientro a breve di Saturno e Nettuno in Ariete, poiché da anni appunto, sta suonando silenziosamente ma intensamente la nota dell’attivazione di un nuovo senso di identità ed integrità individuale e collettiva, permettendoci di comprendere dove si collocano i punti di maggiore suscettibilità e difficoltà in questo processo.
E’ come se volesse ricordarci che c’è una vulnerabilità in questa umanità e una potenza allo stesso tempo, una forza irreprimibile e sacra. Possiamo accettare la delicatezza del nostro vivere e a tratti anche la paura e il dolore, senza rinunciare all’audacia di espanderci nel piacere della sintonia fra di noi e con tutta la creazione. Forse abbiamo solo bisogno di ricordarci che è ancora possibile.
Chirone e Giove in dialogo
E poi Giove in Cancro, un faro acceso ad illuminare il nostro bisogno di appartenenza, le storie che ci ricollegano agli antenati, a tutti coloro che sono venuti prima di noi, la loro memoria nelle nostre cellule, il loro sostegno ma anche i divieti silenziosi ed inesorabili, i traumi loro che sono un po’ anche i nostri.
Nel loro parlarsi Chirone e Giove stanno dipanando la trama di vecchi fatti, vecchie ferite rimaste iscritte nel nostro essere, come nella storia dell’umanità stessa. Ci invitano a riconoscere le identità di dolore che vengono dal passato, dall’adattamento in cui ci siamo forzati per bisogno di appartenenza e di inclusione e che possono limitare e precludere la nostra vita come esseri autonomi, separati ed unici, così come limitare l’apertura di nuove vie collettive di espressione.
È un tempo speciale questo di novembre per riconoscere come nutrire un senso di appartenenza senza sacrificare la propria identità, per ampliare la percezione del proprio valore senza lasciarsi condizionare dalla validazione esterna, per abbracciare la propria forza ed assertività senza rinunciare al bisogno di sentirsi emozionalmente connessi ed accolti.
La Luna piena
La luna piena va ad illuminare le aree di confort che sono diventate stagnanti e che richiedono rinnovamento. Abbiamo bisogno di vedere ancora ed ancora dove si collocano le trappole dei condizionamenti, delle abitudini, della nostra cedevolezza al credere che niente di diverso da quel che conosciamo sia possibile.
Sono mesi cerniera questi dell’autunno che ci preparano a nuovi e dinamici passaggi in arrivo e questi sono i giorni dello Scorpione, da sempre i giorni della maestria nel riconoscere e trasformare tutto ciò che su un piano individuale va poi a nutrire questo immenso collettivo in trasformazione.
Buona Luna piena!
A presto, un abbraccio,
Maria
