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Il Tema Natale: Geometria E Transiti. Terza Parte

Il tema natale: geometria e transiti. Terza parte

La geometria astrologica.

Una delle parti costituenti il modello astrologico e che già in epoca greca riceve la sua prima definizione è il sistema degli aspetti. Dal centro della circonferenza, la Terra, può essere tracciata una linea verso qualsiasi punto sulla circonferenza per indicare la posizione in cui si trova un pianeta. La distanza fra due pianeti sulla circonferenza viene misurata in base all’angolo formato dall’arco della circonferenza. Due pianeti possono trovarsi ad una qualsiasi distanza sulla circonferenza dando origine quindi a tutti i possibili angoli contenuti entro i 360 gradi. Ai fini dell’interpretazione astrologica, gli angoli che vengono presi in considerazione sono esclusivamente quelli derivati dalle figure geometriche base: il triangolo, il quadrato, il sestile e naturalmente la linea retta, che unisce due pianeti ad una distanza di 180°, ed il punto, che relaziona due pianeti che si trovano nella stessa posizione longitudinale, e sono quindi congiunti. Questi sono gli aspetti classici, ai quali nel tempo se ne sono aggiunti altri, definiti aspetti minori.

Cielo del 17 maggio 2011, per Bologna.
Fase lunare: plenilunio. Il Sole e la Luna sono ad una distanza di 180°.
Le linee interne indicano la distanza angolare fra i pianeti nel cielo in base alla loro posizione longitudinale.

Un qualsiasi momento nel tempo, in un qualsiasi luogo sulla Terra, se trasposto sul piano della circonferenza, creerà un disegno particolare, le cui linee, i cui angoli, saranno sempre e solo quelli contenuti nelle forme geometriche primarie.
Ugualmente importante è la divisione dell’eclittica in quattro parti, i quadranti, derivati dai punti in cui accadono gli equinozi e i solstizi. I quadranti forniscono al tema del cielo i suoi punti cardinali. L’est del tema di nascita corrisponde all’ascendente, ovvero il segno che sorge al momento della nascita, mentre l’ovest corrisponde al discendente, il segno che tramonta.
Una nascita all’alba vedrà il Sole posizionato sulla sinistra del grafico per esempio, sulla linea dell’orizzonte, l’ascendente. Il Sole sta sorgendo. Una nascita a mezzogiorno avrà il Sole nel punto più alto del tema e del cielo, Il Medium Coeli, e via di seguito, in base ad una suddivisione che vede l’emisfero inferiore del grafico corrispondere alla notte e quello superiore al giorno.

La natura archetipica dei pianeti

Ogni pianeta è associato ad una specifica dimensione archetipica.
Gli archetipi planetari hanno molteplici livelli di lettura. In termini mitologici possono essere associati a divinità e figure mitiche. In termini platonici si presentano come principi cosmici e metafisici. In termini jungiani sono principi psicologici.
Dieci sono gli archetipi planetari principali. Sette di questi sono stati riconosciuti nella tradizione astrologica classica e corrispondono ai sette corpi celesti del sistema solare visibili ad occhio nudo. I rimanenti sono i pianeti scoperti al telescopio in era moderna. dante_gabriel_rossetti_-_venus_verticordia


Tema di nascita e transiti

È opinione condivisa che gli antichi abbiano nominato i pianeti visibili in base al carattere archetipico di cui il pianeta era la manifestazione nell’ambito dell’esperienza umana, ovvero collegandolo alla divinità che esprimeva quel carattere.
L’astrologia greca postulò un’associazione fra i pianeti e specifiche divinità greche, le quali hanno una corrispondenza con le equivalenti divinità mesopotamiche i cui nomi erano da tempo stati associati con i pianeti nella tradizione astrologica babilonese ereditata dai greci. Nei secoli successivi gli stessi pianeti vengono conosciuti nel mondo occidentale con i nomi dei loro equivalenti romani.

Ogni momento del tempo possiede un certo carattere tangibile che pervade i vari eventi che accadono in quel momento. La posizione dei pianeti alla nascita fornisce informazioni simboliche sulla qualità della vita che nasce in quel momento. Nascere in un preciso spazio-tempo implica incarnare la qualità del momento.
I pianeti non sono corpi che dall’alto influenzano gli eventi sul piano umano per virtù di una qualche energia che emanano alla quale l’uomo è soggetto e dalla quale è irrimediabilmente determinato. Essi sono semplicemente parte della stessa matrice di significato in cui siamo immersi e in questo senso sono emissari di una simbologia che può essere decifrata per comprendere la qualità del tempo. Non vi è influsso, ma corrispondenza, sincronicità.
La posizione dei pianeti alla nascita ha una corrispondenza con il modello archetipico base del carattere e della vita di una persona. Ciò che è unico nel tema di nascita non sono quindi i pianeti, quanto piuttosto la loro interazione e la loro posizione nei 12 segni.
Una combinazione planetaria nel cielo di nascita può manifestarsi nel carattere e nell’esistenza dell’individuo in una pluralità di modi possibili. Non è rigidamente determinata.
La conoscenza del proprio cielo di nascita permette di accompagnare con maggior consapevolezza il processo di espressione del proprio potenziale. In questo consiste il carattere emancipatorio dell’astrologia: maggiore è la consapevolezza delle dinamiche al nostro interno, minore il rischio di agire ‘ciecamente’, in base a spinte compulsive di cui non siamo consapevoli.
È questo il comune denominatore di tutta la psicologia del profondo da Freud e Jung in avanti.
L’astrologia illumina le dinamiche che formano la nostra vita, nei confronti delle quali ciascuno ha una risposta personale, imprevedibile in termini concreti e potenzialmente libera.
Il cielo di nascita fissa la posizione dei pianeti in una posizione specifica, ma questi non si arrestano e continuano il loro movimento nel cielo, ovvero transitano.
Lo studio dei transiti planetari è l’analisi dello spostamento dei pianeti rispetto alla loro posizione alla nascita. Essi permettono di individuare nel tempo la qualità dell’esperienza che un individuo tende ad avere in un dato periodo. Non prevedono cosa accadrà in termini di eventi concreti, bensì facilitano la comprensione del vissuto di quel momento.
Lo studio dei transiti è particolarmente utile per avere una tempistica della manifestazione degli archetipi nella propria vita. I transiti indicano quali principi planetari vengono enfatizzati in un certo periodo. Non sono predittivi in maniera concreta quanto piuttosto in una maniera archetipica, nel senso che lasciano individuare quando un archetipo planetario si manifesterà con più forza nella propria esistenza.

Continua…

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